Nelle ultime quattro gare giocate dalla Juniores, è finito per ben 4 volte sul taccuino dei marcatori, conquistandosi di diritto il titolo di “uomo del momento” in casa Città di Ciampino. Classico trequartista di ruolo, quest’anno si è trovato a giocare come seconda punta nel 4-4-2 o come esterno alto nel 4-3-3, ma la sostanza non è cambiata di molto. D’altronde lui il vizio del gol lo ha sempre avuto, al punto che già lo scorso anno si è fatto notare non solo con gli Allievi Elite, ma anche andando in rete all’esordio con la prima squadra in Eccellenza, nella gara vinta dal City contro il Tolfa. In questa stagione non sta deludendo le aspettative di chi ha creduto in lui, e con personalità e carattere ha già preso in mano la Juniores di Di Luigi. Perché Lorenzo Luciani è così, un trascinatore, un istintivo, uno che nel bene o nel male non perde mai l’entusiasmo, il sorriso sulle labbra e la voglia di far bene. Proprio quello che serve all’Under 19 del Città di Ciampino, che scommette forte su di lui per puntare il più in alto possibile.

 

Quattro gol nelle ultime quattro gare, con tre vittorie e una sconfitta. Per un giocatore che di ruolo non fa esattamente la prima punta non è poco. Che è successo?

Sarà un periodo fortunato, chi lo sa! Scherzi a parte, gioco in un ruolo diverso rispetto al passato, e mi sto adattando a quello che mi chiede il mister Di Luigi allo scopo di essere utile alla squadra. Quando un allenatore ti chiede di cambiare la tua posizione in campo, soprattutto all’inizio ti trovi a dover dare qualcosa in più, perché non avendo mai giocato in un determinato modo hai uno stimolo maggiore per cercare di far bene, per fare in modo che il mister non si penta di averti scelto pur avendo a disposizione giocatori di ruolo che oggi stanno trovando meno spazio rispetto a te. L’allenatore mi lascia molto libero di svariare, e questo mi piace. Sicuramente se sto segnando tanto il merito è di tutta la squadra: non ho mai preso palla dalla difesa arrivando poi fino dentro la porta, ma ho solo finalizzato le azioni costruite dai miei compagni. Cerco sempre di farlo nel miglior modo possibile, per il bene della squadra e per ripagare la fiducia del mister.

Tra questi quattro gol quale è stato il più bello?

Il più importante sicuramente quello contro il Pro Roma, perché era fondamentale per noi ripartire subito dopo una brutta sconfitta, il più bello quello contro il Certosa.

In entrambi i casi, sul tabellino dei marcatori sei finito insieme al tuo omonimo, Matteo Luciani…

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, se io segno il gol del vantaggio e subiamo il pareggio avversario, poi ci pensa lui a chiudere i conti! Io e Matteo giochiamo insieme da tanti anni e siamo amici oltre che compagni, quindi questa cosa è ancora più bella.

È innegabile il fatto che in questo momento stai bene, e i risultati lo stanno dimostrando. Credi che questo sia il miglior Luciani?

Non spetta a me dirlo, e sinceramente non saprei. Ora sto bene, è vero, ma non dipende solo da me. Ormai sono al Città di Ciampino da quattro anni e questa per me è diventata una seconda casa, ho legato con tutti e non parlo solo dei miei compagni di squadra. Quest’estate ci ho messo un po’ per decidere di restare ma alla fine nonostante le possibilità avute sono rimasto qui perché l’amore che ho per questo ambiente è stato più forte di tutto e tutti. Voglio bene a chiunque faccia parte di questa famiglia, dal presidente fino all’ultimo dei guardiani, qui mi sento veramente a casa mia e questa cosa non può che incidere positivamente sul mio rendimento.

Ad oggi è difficile fare un bilancio dell’avvio di stagione di questa Juniores, che ha alternato partite belle, a tratti bellissime, ad altre troppo brutte per essere vere, senza una via di mezzo…

Hai ragione. Se penso a partite come quella con il Time Sport Garbatella o il Montefiascone non posso non avere rimpianti, perché con 4 punti in più saremmo stati terzi in classifica. Ora sembra, anche se ho quasi paura a dirlo, che abbiamo trovato la giusta quadratura del cerchio. Il campionato è lungo, ma una cosa è certa: non siamo quelli che hanno preso 6 gol dalla Boreale e forse nemmeno quelli che hanno battuto in scioltezza la prima in classifica. Siamo una via di mezzo, una squadra che se è in giornata può dare fastidio a chiunque. Siamo un gruppo di matti che fortunatamente è guidato da un allenatore molto equilibrato, ed è bello così perché tutti veniamo al campo felici.

Toglici una curiosità. Tuo padre, che ti segue sempre in ogni partita, è il tipo di genitore-tifoso che ti fa i complimenti o quello che anche dopo una gara ben giocata sottolinea i tuoi errori?

Partiamo da un presupposto: quando vinco posso sentirmi dire qualsiasi cosa, ma dopo una sconfitta una parola sbagliata può farmi scattare e quando salgo in macchina non voglio sentire nessuno. Lui lo sa bene, anche perché ha il mio stesso carattere, quindi in molte situazioni evita proprio di fare commenti! Scherzi a parte, sono anni che mi accompagna ovunque, è sicuramente il mio primo tifoso e mi fa piacere che mi dica le cose, anche quando sbaglio… L’importante è che le dica nel modo giusto altrimenti va a finire che litighiamo perché, esattamente come lui, io sono un istintivo!

Dove può arrivare questa squadra?

Se troviamo la famosa quadratura del cerchio di cui parlavamo prima possiamo anche puntare alle finali, altrimenti chi lo sa. Il problema è che ad oggi siamo ancora una squadra strana, ma con grandi potenzialità: se la testa con cui scendiamo in campo è quella di sabato scorso contro il Campus Eur, allora possiamo toglierci belle soddisfazioni!

(Intervista di Guendalina Fortunati, foto @Cippitelli, Gazzetta Regionale)