Ci sono delle figure che all’interno del Città di Ciampino rappresentano delle vere e proprie istituzioni, dal momento che questo club lo hanno visto nascere, contribuendo alla sua crescita fin dalle origini. Tra di esse c’è Giancarlo Priori, che oggi è Consigliere della società di Via Superga ma che diciotto anni fa è stato uno dei soci fondatori dell’Atletico Ciampino 2000, la costola dalla quale è nata dell’attuale Polisportiva Città di Ciampino.
Giancarlo, partiamo da lontano. Da dove parte questa tua avventura?
Parte da una scommessa fatta insieme ad altri papà di bambini classe 1988, che allora giocavano nella scuola calcio del Ciampino proprio come mio figlio Andrea. All’epoca (era il 1998) il Superga era nato proprio per essere un supporto all’impianto di Via Cagliari, ma essendo un po’ fuori mano era rimasto a lungo fermo. Improvvisamente un giorno ci venne l’idea di dar vita ad una nuova società, che avrebbe avuto sede proprio qui al Superga, e nacque l’Atletico Ciampino 2000, club che aveva una pantera sul logo. A spingerci era soprattutto la passione per il calcio e la volontà di fare qualcosa per i ragazzi di Ciampino, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e ben presto ci accorgemmo che questa impresa era decisamente difficile da portare avanti: richiedeva molto tempo, e tutti noi lavoravamo e non avevamo a disposizione chissà quante risorse. Pian piano alcuni dei soci si sono dileguati e siamo rimasti in tre, ma non abbiamo mai mollato. Qui all’epoca non c’era praticamente nulla, mancavano gli spogliatoi e perfino le tribune erano fatiscenti, al punto che in occasione delle partite della terza categoria sistemavamo delle poltrone del cinema per permettere alle persone di assistere alle gare, e per gli allenamenti il presidente Buna faceva portare degli impianti di illuminazione provvisori, che la mattina successiva venivano usati per la sua attività lavorativa. Anche se difficili, sono stati anni molto belli, nei quali ho conosciuto persone squisite che ancora oggi porto nel cuore. Nel 2005 in società è entrato Vincent Candela, ma questa collaborazione è durata solo due anni, poi nella stagione 2007-2008 abbiamo cercato di riunirci con la Polisportiva Ciampino per creare un unico polo cittadino, anche in questo caso senza successo perché c’erano diversità di vedute. Così, nonostante avessimo trasferito tutti i bambini iscritti alla scuola calcio lì al Fuso, tornammo qui e ripartimmo di nuovo da zero. Era complicato, e lo sapevamo, ma ancora una volta la nostra passione era più forte di tutto.
Nel 2010, poi, arrivarono il presidente Cececotto e a seguire il presidente Fortuna…
Esatto, e il loro ingresso insieme a quello di altri soci come Pileri e Graziani portò nuova linfa in questa società. Noi avevamo la passione, è vero, ma senza soldi è difficile fare qualsiasi cosa. Tonino e Alessandro (i presidenti Cececotto e Fortuna, appunto) hanno fatto investimenti molto importanti, e grazie a loro la Polisportiva Città di Ciampino ha fatto dei passi da gigante, i cui frutti oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Nonostante l’ingresso di nuovi soci di maggioranza, però, tu hai continuato a mettere a disposizione la tua passione. È rimasta immutata?
Assolutamente sì. Fin dall’inizio ogni socio si era ritagliato un ruolo ben preciso, e nonostante io fossi un tuttofare ero impegnato soprattutto per quello che riguarda l’abbigliamento dei tesserati, di cui mi occupo ancora oggi: mi piace che i ragazzi siano tutti ordinati e ben vestiti, perché loro rappresentano l’immagine della società. Oggi, rispetto a diciotto anni fa, questo compito si è fatto più difficile perché i ragazzi sono diventati tanti e gestire tutti i kit non è semplice, ma il mio impegno è sempre massimo.
Oltre questo, rimani uno dei primi tifosi del Città di Ciampino…
Questo è poco ma sicuro! Ogni domenica parto con la squadra e torno con loro, vivo lo spogliatoio in prima persona perché questo è il mio modo di vedere il calcio. Questa squadra la sento mia, da sempre, e questo non è cambiato nonostante siano passati tutti questi anni. Al Città di Ciampino ho dedicato tanto, togliendo tempo alla mia famiglia, ma l’ho fatto sempre con coscienza perché rimango il primo tifoso di questo club.
Tornando a te, oggi il calcio lo segui da spettatore, ma in gioventù gli scarpini li hai indossati in prima persona. Ce lo racconti?
Ho iniziato con il Casabianca in terza categoria, poi sono passato alla Libertas Val Melaina, indossando anche le maglie della Secit Morena prima di arrivare a Ciampino con la Sirio, poi diventata Polisportiva Ciampino 1984. Giocavo come difensore, in un’epoca in cui non si guardava alla bellezza del gesto tecnico: un marcatore doveva attaccarsi alle caviglie dell’avversario e stargli con il fiato sul collo, impedendogli di fare gol. Diciamo che non sono mai stato un giocatore tecnico, ma ero un ‘cagnaccio’. E soprattutto, in campo non stavo un attimo zitto, al punto che mi chiamavano ‘pim-pum-pa’… Per capirci, ero tipo Martinelli!
A proposito di giocatori, ce n’è uno in questi anni a cui sei rimasto particolarmente legato?
Se proprio devo sceglierne uno, dico Alessandro Spaziani: un giocatore stupendo in campo e fuori con il quale c’è stata fin da subito una certa empatia. Parlando di quelli attuali, sono legatissimo a ognuno di loro. Alcuni li ho visti crescere, come Lorenzo Angi, Giovanni D’Avino e Giordano Cececotto: gli voglio bene come se fossero dei figli, ma in generale sono affezionato a tutti i ragazzi che indossano questa maglia.
A parte il calcio, chi è Giancarlo Priori?
Prima di tutto è il nonno di Clarissa e Cecilia, le mie nipotine di 6 e 3 anni. So di aver tolto tanto tempo alla famiglia nel corso degli anni, soprattutto fino a quando anche mia moglie Fulvia ha lavorato qui, ma oggi che i miei figli sono grandi i miei gioielli sono le mie piccole, a cui cerco di dedicare tutto il tempo che ho con immensa gioia, anche per aiutare mia figlia Manuela. Andrea, invece, per lungo tempo ha giocato qui, e faceva parte della squadra che vinse la seconda categoria; oggi invece ha scelto di allenare i bambini, e fa l’istruttore al Morena dopo averlo fatto anche qui al Città di Ciampino.
Tornando al campo, qual è la vittoria che ti ha emozionato di più?
Devo dire che ho vissuto con grande trasporto la vittoria del campionato di Seconda Categoria e di Promozione, mentre quella dell’Eccellenza è stata quasi ‘naturale’ visto che venivamo da due anni di trionfi. Dopo qualche giornata era evidente che la squadra fosse fortissima, quindi è stato normale arrivare alla vittoria.
E la retrocessione dalla D?
Quella ha lasciato in tutti noi un’enorme amarezza, proprio perché eravamo reduci da tanti anni di successi.
Per finire, come stai vivendo questa annata in cui la società ha scelto di giocare per un campionato tranquillo senza troppe pressioni?
Non è facile, soprattutto perché nonostante gli obiettivi dichiarati i ragazzi sono partiti fortissimo e al termine del girone di andata eravamo ad appena 3 punti dalla vetta, con delle prestazioni sicuramente al di sopra delle aspettative. Alla lunga, poi, escono i valori ma credo che i ragazzi stiano facendo molto bene. Vedremo come andrà questo campionato, con una sola certezza: io sosterrò sempre il Città di Ciampino!